Trova le risposte alle domande più comuni su licenze taxi, bandi, requisiti, acquisto e cessione della licenza. In fondo alla pagina c'è anche il glossario, con le definizioni dei termini del settore taxi.
In due modi:
In entrambi i casi devi essere iscritto al ruolo dei conducenti e avere i requisiti del regolamento comunale. Consulta le leggi regionali per maggiori dettagli.
Sono regolate dalla stessa legge (L. 21/1992), ma sono due servizi diversi:
La licenza taxi si può trasferire nei casi dell'art. 9. Se cerchi un'autorizzazione NCC, i bandi sono su bandincc.it.
Variano da comune a comune, ma di solito servono:
Molti bandi chiedono anche la disponibilità di un veicolo in caso di vittoria. Leggi sempre il testo integrale del bando.
È il registro dei conducenti abilitati a taxi e NCC, tenuto dalla Camera di Commercio.
Per iscriverti:
Senza iscrizione non puoi partecipare a un concorso, né lavorare come sostituto alla guida. La guida per diventare tassista spiega i passaggi.
Sì, nei limiti dell'art. 9 della legge 21/1992. Il titolare può trasferire la licenza a una persona che indica lui se:
Chi la riceve deve essere iscritto al ruolo e avere i requisiti, e il trasferimento va autorizzato dal comune. Chi cede la licenza non può ottenerne un'altra per cinque anni.
Dipende da come la ottieni:
I prezzi di mercato variano molto da città a città e nel tempo: sono indicativi.
No. La legge non ammette il cumulo di più licenze taxi in capo alla stessa persona, né di una licenza taxi con un'autorizzazione NCC (art. 8 L. 21/1992).
Puoi però far lavorare la tua licenza su più turni con un sostituto alla guida o un collaboratore familiare, nei limiti del regolamento comunale.
Sì. Il titolare di licenza taxi svolge un'attività d'impresa, quasi sempre come artigiano.
Serve di solito:
Un commercialista ti aiuta a scegliere il regime fiscale.
Il comune. Le tariffe taxi non si trattano con il cliente: sono fissate dal comune (art. 13 L. 21/1992) e calcolate dal tassametro.
Di solito comprendono:
Il servizio taxi è legato al comune che ha rilasciato la licenza: è lì che prendi i clienti, al posteggio, in strada o su chiamata.
Puoi portare un cliente anche fuori comune, ma di norma non puoi caricare clienti in un altro comune, salvo che la regione non abbia istituito un bacino sovracomunale (per esempio attorno a un aeroporto).
Non è obbligatorio, ma nelle città è una fonte importante di corse. Il radiotaxi è di solito una cooperativa o un consorzio di tassisti: si entra pagando una quota di ingresso e una quota mensile.
Oggi molte corse arrivano anche dalle app, spesso collegate proprio ai radiotaxi. Trovi alcuni link negli strumenti utili.
Sì, nei casi previsti dall'art. 10 della legge 21/1992 e dal regolamento comunale, per esempio per:
Il sostituto deve essere iscritto al ruolo dei conducenti. Anche un familiare iscritto al ruolo può collaborare alla guida.
Un'auto immatricolata a uso taxi, con:
Molti comuni danno punti nei concorsi, o incentivi, a chi usa veicoli ibridi o elettrici, o attrezzati per il trasporto di persone con disabilità . Controlla il regolamento del tuo comune.
Dipende da:
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Sì. Su banditaxi.it trovi:
Per partecipare a un bando taxi conviene muoversi con ordine. Prima di tutto serve una PEC (Posta Elettronica Certificata) – puoi attivarla rapidamente qui – perché quasi tutti i comuni chiedono di inviare la domanda via PEC e la usano per le comunicazioni ufficiali. Poi va letto con attenzione il bando, verificando i requisiti (ruolo dei conducenti, CAP KB, disponibilità del veicolo) e i titoli che danno punteggio. La domanda si invia di solito via PEC, rispettando rigorosamente la scadenza. Una preparazione accurata, anche per l'esame, aumenta le probabilità di entrare in graduatoria.
Le definizioni dei termini più usati nel mondo del taxi: licenza, ruolo dei conducenti, tassametro, turni, radiotaxi e gli altri concetti che incontri in un bando o in un regolamento comunale.
Servizio pubblico non di linea che trasporta persone in modo individuale o in piccoli gruppi. Si rivolge a un'utenza indifferenziata: il cliente può prenderlo al posteggio, fermarlo in strada dove consentito o chiamarlo tramite radiotaxi o app. Il prezzo è calcolato dal tassametro secondo le tariffe fissate dal comune.
Il titolo rilasciato dal comune per esercitare il servizio di taxi. È intestata a una sola persona fisica, vale per un solo veicolo e lega il servizio al territorio del comune che l'ha rilasciata. Si ottiene con un concorso pubblico oppure per trasferimento da un altro titolare (art. 9 della legge 21/1992).
La legge 21/1992 usa due parole diverse: licenza per il taxi e autorizzazione per il noleggio con conducente (NCC). Entrambe sono rilasciate dal comune tramite concorso, ma il taxi ha tariffe fissate dal comune e obbligo di servizio, mentre l'NCC lavora su prenotazione, parte dalla rimessa e concorda il prezzo con il cliente.
L'avviso pubblico con cui un comune mette a concorso nuove licenze taxi. Indica quante licenze sono disponibili, i requisiti, i titoli che danno punteggio, le prove d'esame, la documentazione da allegare e la scadenza per presentare la domanda. Il concorso è per titoli ed esami.
La cessione della licenza a una persona indicata dal titolare, che deve essere iscritta al ruolo dei conducenti e avere i requisiti. È ammessa se il titolare ha la licenza da almeno cinque anni, ha compiuto 60 anni o è diventato inabile al servizio (art. 9 L. 21/1992). Chi cede la licenza non ne può ottenere un'altra, per concorso o per trasferimento, prima di cinque anni. In caso di morte del titolare la licenza può passare a un erede del nucleo familiare con i requisiti.
L'abilitazione professionale richiesta, insieme alla patente B, per guidare un taxi o un'auto NCC. Si consegue con un esame alla Motorizzazione Civile ed è il presupposto per iscriversi al ruolo dei conducenti. Non va confusa con la CQC, che serve per autobus e mezzi pesanti.
Il registro, tenuto dalle Camere di Commercio, dei conducenti abilitati ai servizi pubblici non di linea (taxi e NCC). Ci si iscrive dopo un esame di idoneità davanti a una commissione. L'iscrizione è richiesta per ottenere una licenza taxi e per lavorare come sostituto alla guida (art. 6 L. 21/1992).
L'apparecchio omologato e sigillato che calcola il prezzo della corsa in base alle tariffe comunali, combinando tempo e distanza. Il tassametro è obbligatorio sui taxi e deve essere visibile al cliente; va aggiornato ogni volta che il comune cambia le tariffe.
I prezzi del servizio taxi non sono liberi: li stabilisce il comune (art. 13 L. 21/1992). Di solito comprendono una quota fissa alla partenza, una tariffa a tempo e una a distanza, supplementi per notte, festivi o bagagli e, in molte città , tariffe fisse per tratte come quelle da e per l'aeroporto.
Il servizio che raccoglie le chiamate dei clienti, per telefono o via app, e le assegna ai taxi disponibili. È gestito di solito da una cooperativa o da un consorzio di tassisti, a cui il titolare aderisce pagando una quota. Non è obbligatorio, ma nelle città è una fonte importante di corse.
Gli orari di servizio stabiliti dal comune, spesso sentite le associazioni di categoria, per garantire la presenza di taxi in ogni fascia della giornata. Il titolare deve rispettare il turno assegnato; i regolamenti prevedono anche turni aggiuntivi nei periodi di maggiore domanda.
L'area di sosta riservata ai taxi in attesa di clienti, come quelle davanti a stazioni, aeroporti, ospedali o nelle piazze principali. Il servizio taxi parte dal posteggio o dalla chiamata; i posteggi sono individuati dal comune.
L'ambito territoriale in cui il servizio taxi è organizzato. Di norma coincide con il comune che rilascia la licenza, ma le regioni possono istituire bacini sovracomunali, per esempio attorno a un aeroporto o a un'area metropolitana, dove i taxi di più comuni possono caricare clienti.
Il conducente, iscritto al ruolo, che guida il taxi al posto del titolare per un periodo determinato, per esempio per malattia, ferie, maternità o incarichi pubblici, oppure per coprire turni aggiuntivi (art. 10 L. 21/1992). Per molti è il primo lavoro nel settore, e l'anzianità come sostituto spesso dà punteggio nei concorsi.
Il familiare del titolare, iscritto al ruolo dei conducenti, che può guidare il taxi nell'ambito dell'impresa familiare (art. 10 L. 21/1992 e art. 230-bis del Codice civile). Permette di usare la stessa licenza su più turni senza assumere un dipendente, nei limiti del regolamento comunale.
La stessa persona non può essere titolare di più licenze taxi, né di una licenza taxi e di un'autorizzazione NCC insieme (art. 8 L. 21/1992). Il cumulo è ammesso solo tra più autorizzazioni NCC.
Il taxi è un servizio pubblico: all'interno del territorio comunale il tassista non può rifiutare una corsa senza un motivo previsto dal regolamento. È una delle differenze principali rispetto all'NCC, che lavora solo su prenotazione.
L'altro servizio pubblico non di linea previsto dalla legge 21/1992. Lavora solo su prenotazione, con partenza e rientro alla rimessa e prezzo concordato con il cliente, senza tassametro e senza posteggi in strada. I bandi NCC sono raccolti sul sito gemello bandincc.it.
La legge quadro sul trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea, cioè taxi e NCC. Fissa i principi comuni: il ruolo dei conducenti, il rilascio delle licenze per concorso, il trasferimento, il divieto di cumulo, le tariffe comunali e le competenze di regioni e comuni.
Il regolamento con cui il comune disciplina il servizio: numero delle licenze, requisiti e prove del concorso, caratteristiche dei veicoli, turni, posteggi, tariffe e sanzioni. Va sempre letto insieme al bando, perché spesso ne definisce i dettagli.
L'ufficio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che rilascia patenti e abilitazioni professionali. È l'ente presso cui si sostiene l'esame per il CAP KB e dove il veicolo viene immatricolato a uso taxi.
Scritto da: La Redazione di BandiTaxi
Un team di professionisti del settore tecnologico e dei trasporti che monitora quotidianamente i bandi per licenze taxi in tutta Italia. Scopri di più →